Anidride Cattolica
Non mi aveva stupito più di tanto leggere il nome di Margherita Hack fra i firmatari della proposta per l’introduzione della Bibbia come libro di testo nelle scuole: infatti, anche se la proposta è largamente appoggiata da religiosi, immaginavo che il favore della Hack, atea dichiarata e militante, derivasse più che altro da un ragionamento stile “conosci il tuo nemico” – su cui peraltro sono del tutto d’accordo. Questo articolo in un certo senso conferma la mia impressione. Però…
“La sostengo come una proposta critica contro ogni tentativo di adottare la Bibbia come opera scientifico, magari a sostegno delle tesi creazioniste” sostiene la scienziata.
Proposito encomiabile – ma la Hack dovrebbe ben rendersi conto che la sua è una posizione di minoranza. Secondo la presidentessa dell’associazione promotrice, la proposta sarebbe volta ad “approfondire un testo cardine della nostra cultura, certo senza istituire un’ora apposita, ma favorendo all’interno delle diverse materie umanistiche studiate a scuole una costante attenzione alla Bibbia”. Francamente, mi puzza molto. Neanche un accenno, mi pare, a un possibile studio “critico” nel senso che intende la Hack. E d’altro canto la stessa scelta dei termini – “approfondire”, “costante attenzione” – mi ricorda un po’ troppo quella, solo in apparenza neutra, usata solitamente dai moralizzatori neocon statunitensi per giustificare le modifiche in senso confessionale ai programmi scolastici – proprio quelle che la Hack paventa. Sarò paranoico. Però…
“La Bibbia è un testo che esprime la cultura del suo tempo, può essere letto alla stregua dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide. Va dunque riportata al suo ambito originario. Questa è una proposta laica perché solo conoscendo si può capire che assumere la Bibbia come libro scientifico non ha senso”
E siamo da capo. Personalmente, ci andrei cauto a mettere la Bibbia sullo stesso piano letterario dell’Iliade e dell’Odissea. Il problema, in questo discorso, sta tutto in una parola: “può”. Sì, la Bibbia “può” essere letta come un testo letterario, alla stregua dell’epica greco-romana: ma quanti lo fanno, oggi, in Italia come nel resto del mondo? Quanti insegnanti sarebbero disposti a farlo? Quanti, poi, hanno la preparazione necessaria per farlo? E quanti genitori sarebbero disposti ad accettare che questo avvenga nelle classi frequentate dai loro figli? Non mi sembrano domande campate in aria; e per quel che vedo, a tutte risponderei allo stesso modo: “non molti”. Sarò pessimista. Però…
“L’Italia è uno stato laico e la religione non può essere materia di valutazione, soprattutto se insegnata come oggi in senso confessionale”.
Ancora d’accordo. Ma a maggior ragione, allora, si dovrebbe fare di tutto per evitare anche solo l’ipotetica possibilità di infiltrazioni confessionali in materie come Storia e Filosofia. Sarò pignolo. Però…
… questa proposta è sostenuta da molti credenti, protestanti ebrei cattolici, che potrebbero non leggerla nei suoi stessi termini. “Io la intendo così, poi ognuno può considerarla come crede. Se però nasce come risposta critica ad una deriva che vuole il Libro una fonte scientifica, allora la sostengo”
Vedi sopra. Per inciso, mi pare che siano ancora in pochi, fortunatamente, ad asserire la validità della Bibbia come testo scientifico, per lo meno in Italia. Mentre c’è fin troppa gente, là fuori, pronta a sostenere contro ogni evidenza che la Bibbia contiene già tutto ciò che di retto, giusto e razionale (!) è stato concepito dalla mente umana in materia di etica – sottintendendo magari che il resto sia inutile, superfluo, se non addirittura dannoso. Insomma, da tutta l’intervista direi che emerge solo una cosa, ossia la paura folle che la Hack, evidentemente, nutre verso i creazionisti. E li teme a tal punto da rassegnarsi perfino ad appoggiare (indirettamente, e suppongo molto a malincuore) un’ associazione il cui motto recita “Con la Bibbia nel cuore, nel cuore della Bibbia”. Mi chiedo però se, prima di firmare, la Hack abbia almeno speso un minuto per leggere le parole riportate sulla homepage dei biblisti - “è ormai giunto il tempo di affidarci allo Spirito della Pentecoste, come già fatto in passato: fiduciosi che la Sua Emanazione, già manifestatasi con la rapida elezione del nuovo Pontefice – quasi in sincronia e sintonia con il PESACH dell’Alleanza di Abramo – ci accompagni sempre nel nostro cammino” - e se ne abbia tratto le conseguenze che perfino a me sembrano evidenti. A occhio, direi di no. Ma del resto si sa che, in guerra, uno deve accontentarsi degli alleati che trova. Buona fortuna, comunque – e occhio, che il fuoco della Pentecoste, a quanto dicono, scotta (più di una gigante azzurra).
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