La Ley del Machete
:sangre, tequila y misantropìa:

Dell’inutilità di resistere

futile

“Il Family Day non ha rappresentato tanto un progetto o un’idea, quanto un fatto da prendere così come è perché, come dice una canzone di Battiato, è “un centro di gravità permanente” di una società che non potrebbe farne a meno. I più entusiasti della manifestazione si chiedono cosa fare per svilupparne tutte le potenzialità. È stato detto che è nato un nuovo movimento, che i suoi leader sono pronti alla politica. Ci sono quelli a cui prudono le mani in vista dell’imminente lotta per una società più umana e più cristiana. [...] Non è un caso che il 12 maggio sia stato proposto dall’associazionismo cattolico, ovvero non da uno schieramento, ma da un mondo in cui la famiglia è il modo normale di trasmettere insieme alla vita, la fede come criterio di conoscenza e di moralità. È proprio una novità italiana che a questo mondo e a questa concezione si sia legata la simpatia di tanti non credenti. I partecipanti del Family Day, nella loro semplicità e fermezza, hanno espresso il valore civile della fede, che non è ostacolo, ma fattore di ragione e libertà per tutti. La grande manifestazione cui hanno dato vita è in fondo un’adesione di massa all’invito del Papa a spalancare la ragione; è l’esigenza di una nuova laicità, che, religiosa o no, non presume di sapere tutto, ma desidera innanzitutto imparare.”

Giancarlo Cesana, responsabile nazionale di CL

5 Responses to “Dell’inutilità di resistere”

  1. Ecco, la “nuova laicità”…

  2. Appunto. Non ricordo chi abbia coniato l’espressione “fascismo beige”, ma negli ultimi tempi mi viene in mente sempre più spesso…

  3. Oddio, l’Avvenire… quante ne dice di cavolate.
    il link sopra è del blog di un’amica, aperto da poco ma molto carino.
    ciao

  4. Il peggio del peggio. Un saluto :)


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