Dell’inutilità di resistere

“Il Family Day non ha rappresentato tanto un progetto o un’idea, quanto un fatto da prendere così come è perché, come dice una canzone di Battiato, è “un centro di gravità permanente” di una società che non potrebbe farne a meno. I più entusiasti della manifestazione si chiedono cosa fare per svilupparne tutte le potenzialità. È stato detto che è nato un nuovo movimento, che i suoi leader sono pronti alla politica. Ci sono quelli a cui prudono le mani in vista dell’imminente lotta per una società più umana e più cristiana. [...] Non è un caso che il 12 maggio sia stato proposto dall’associazionismo cattolico, ovvero non da uno schieramento, ma da un mondo in cui la famiglia è il modo normale di trasmettere insieme alla vita, la fede come criterio di conoscenza e di moralità. È proprio una novità italiana che a questo mondo e a questa concezione si sia legata la simpatia di tanti non credenti. I partecipanti del Family Day, nella loro semplicità e fermezza, hanno espresso il valore civile della fede, che non è ostacolo, ma fattore di ragione e libertà per tutti. La grande manifestazione cui hanno dato vita è in fondo un’adesione di massa all’invito del Papa a spalancare la ragione; è l’esigenza di una nuova laicità, che, religiosa o no, non presume di sapere tutto, ma desidera innanzitutto imparare.”
Giancarlo Cesana, responsabile nazionale di CL
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Ecco, la “nuova laicità”…
Alessandro Capriccioli - 26 Maggio 2007 at 11:36 am
Appunto. Non ricordo chi abbia coniato l’espressione “fascismo beige”, ma negli ultimi tempi mi viene in mente sempre più spesso…
kaliban - 26 Maggio 2007 at 1:12 pm
Oddio, l’Avvenire… quante ne dice di cavolate.
il link sopra è del blog di un’amica, aperto da poco ma molto carino.
ciao
Giulia - 26 Maggio 2007 at 8:47 pm
Linkato
kaliban - 28 Maggio 2007 at 8:53 am
Il peggio del peggio. Un saluto
Arrabbiato - 29 Maggio 2007 at 6:56 am