Sostiene Pierferdy
Sostiene l’onorevole Casini che all’ormai famigerato documentario della BBC si dovrebbe riservare soltanto l’attenzione che merita – ossia, in sostanza, nessuna. Giacchè la rilevanza del documentario sarebbe, testualmente, “un millesimo rispetto alle virtù positive della Chiesa”. Insignificante pulviscolo. Tanto insignificante, sostiene Casini, da rendere del tutto inaccettabile l’idea di spolverarlo coi soldi pubblici del canone RAI. Dal suo punto di vista, in effetti, non fa una piega.
Volendo, però, si potrebbe ricordare a Casini che se una quota di denaro pubblico viene quotidianamente spesa per garantire a chierici e monsignori l’opportunità di pontificare indisturbati su tutti i trecentosessanta gradi del palinsesto RAI – magari insultando benignamente, en passant, omosessuali e non credenti – un minimo di contraddittorio, anche un po’ feroce, non guasterebbe.
Gli si potrebbe in secondo luogo far notare che in un’istituzione autoelettasi da un paio di millenni Suprema nonchè Unica depositaria del Supremo nonchè Unico Bene, anche un solo grano di pulviscolo rischia di inceppare malamente gli ingranaggi; panno e antistatico dovrebbero essere a maggior ragione benvenuti, no?
E a voler essere proprio stronzi, ci starebbe anche una terza obiezione: ossia che quel novecentonovantanove per mille residuo a cui evidentemente non si dà sufficiente attenzione è pur sempre una cifra lorda, da cui andrebbero detratte molte altre cosucce – forse un filo meno appariscenti di un prete che molesta impunemente i ragazzini, ma non per questo meno succose.
Senza dubbio l’onorevole Casini ha già una risposta pronta per parare d’un colpo tutti e tre gli affondi – “Pregiudizio anticattolico, via, siamo seri” – e fascinoso spasmo sopraciliare a sottolineare il concetto. Bravo, bis, d’Artagnan era una pippa a confronto. Da parte mia però avrei anche una quarta osservazione, prettamente aritmetica: dato per assiomatico che quando c’è di mezzo la Chiesa le frazioni di mille sono da considerarsi insignificanti e non meritevoli di attenzione, potrebbe l’onorevole Casini spiegare (in non più di mille parole) i motivi che spingono chierici e laici ben intesi a rispondere con fragore di mazze sugli scudi ad ogni pur timida proposta di metter mano a quell’insignificante, pulviscolare atomo concordatario noto ai più come “8 per mille”? Grazie. L’onorevole può anche aiutarsi con le sopracciglia, se crede.
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