Lost in translation
Oggi, su l’Occidentale, appare una breve intervista a Mario Landolfi, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, riguardo il video “Sex crimes and the Vatican” che Santoro si appresterebbe (forse, mah, non è detto, però) a trasmettere giovedì sera ad AnnoZero. L’intervista in sè è molto interessante e meriterebbe una lettura attenta: mi risulta quindi poco chiara la scelta dei redattori di pubblicarla in un idioma (il landolfiano arcaico) scarsamente comprensibile per chi non abbia una competenza linguistica di livello universitario. Per questo motivo ho pensato di riportarla integralmente qui, accompagnata dalla traduzione in italiano corrente.
Presidente, allora niente reportage per Santoro?
Il problema non è questo. Sarebbe troppo riduttivo limitare il tutto alla semplice questione acquistare o non acquistare. Il tema è un altro.
Trad.: Non intendo rispondere.
Quale?
Che si trasformi “Anno Zero” in un plotone mediatico pronto a fare fuoco contro la Chiesa ed il Pontefice. Non è questa la “mission” del Servizio pubblico e non è questo il ruolo che, secondo me, dovrebbe spettare alla Rai.
Trad.: La RAI è pur sempre un organo di imbonimento di massa: in quanto tale, non può prestarsi a operazioni in contrasto con questa “mission”.
La sinistra parla di censura preventiva…
Ma per carità, quale censura. Qua dobbiamo intenderci una volta per tutte. Il pluralismo non è il sesso degli angeli. La Rai non può diventare il luogo dove sfogare le proprie personali inquietudini. Questo non è pluralismo, ma altra cosa.
Trad.: La sinistra agita la censura come uno spauracchio. Ma per quanto mi riguarda è uno strumento ingiustamente demonizzato, da rivalutare anche se con qualche cautela. Lo ribadisco: le opinioni diverse in RAI sono sì tollerate, ma solo se non sono troppo diverse.
Ma intanto che si fa per giovedì?
La decisione spetta alla Rai ed al suo direttore generale Cappon. Il mio invito a non acquistare il video della BBC è legato a ragioni di opportunità, non certo ad una censura preventiva. Mi chiedo, infatti, che senso ha mandare in onda un vecchio reportage di un’inchiesta, per giunta calunniosa e lacunosa. A me pare che ci sia solo uno scopo: quello di puntare la pistola mediatica contro il Papa e la Chiesa tutta.
Trad.: Dato che il partito a cui sono iscritto ha fatto del cesaropapismo uno dei suoi obiettivi strategici, è mio dovere approfittare della posizione che occupo per difendere l’operato del Papa senza se e senza ma, sempre e comunque. A maggior ragione quando tutto congiura per farcelo apparire francamente indifendibile.
C’è chi pensa che la puntata di giovedì di Santoro sia una “vendetta” contro il Family Day…
Sarebbe assurdo. Il family day è stata una grande manifestazione spontanea di gente che ha voluto riaffermare la centralità della famiglia ed il suo ruolo. Ed anche su questo tema ho dovuto notare che la Rai si è inchinata troppo e in maniera acritica a chi in nome di una presunta modernità vuole semplicemente scardinare i valori più radicati e profondi della nostra civiltà.
Trad.: Fosse dipeso solo da me, il Family Day avrebbe ricevuto quanto meno la diretta a reti unificate e a piazza Navona si sarebbe prontamente inviato un reparto della celere. Ci tengo a precisarlo, soprattutto davanti ai miei elettori più sensibili ai temi religiosi. Non dimenticatelo.
Presidente, non è la prima volta che interviene per criticare le scelte in ambito Rai…
La questione è che da tempo sto notando e denunciando una situazione che ha portato l’Azienda a diventare il cavalcavia preferito per scagliare sassi contro bersagli immobili. Giornalisti, comici e conduttori fanno a gara per dirla più grossa pur di avere facile e soprattutto gratuita pubblicità.
Trad.: Purtroppo, l’alternanza di governo ha provocato il ritorno in TV di personaggi di cui pensavamo di esserci liberati una volta per tutte.
Torniamo a Santoro. Prima Berlusconi a cui non dette la replica in diretta. Poi Mastella e la puntata sui gay. Adesso la Chiesa. Come giudica il suo ritorno in Tv?
Più che giudicare mi viene da chiedere, e penso che in molti cittadini-contribuenti che pagano il canone se lo chiederanno, ma quando Santoro parla dagli schermi del servizio pubblico come conduttore e quando come onorevole?.
Trad.: Considero Santoro uno stronzo col ricciolo e il suo programma un ritrovo di pervertiti, ma mi ritengo troppo signore per dirlo pubblicamente.
Lei propose tempo fa di non andare da Santoro, ne è ancora convinto?
Allora dissi che la Rai aveva il dovere di pretendere da Santoro obiettività e correttezza, ricordandogli che “Anno Zero” è un programma finanziato anche da quei contribuenti elettori dell’opposizione che puntualmente sono irrisi, offesi e calpestati nei suoi servizi pseudogiornalistici. E’ evidente che ancora qualora la sua fosse un’informazione pregiudiziale e livorosa farebbero bene a declinare l’invito a partecipare al suo programma. Purtroppo da quel giorno le cose non mi sembrano molto cambiate.
Trad.: Ho già dovuto digerire di malavoglia il ritorno in TV di un fottuto comunista che il mio partito, a suo tempo, aveva opportunamente provveduto ad epurare. Mi riservo almeno il sacrosanto diritto di approfittare della mia posizione per sabotare il suo lavoro ogniqualvolta mi sia possibile. Purtroppo non sempre mi va bene.
E direi che adesso è tutto molto più chiaro. Ah, una precisazione: l’Occidentale è una specie di quotidiano online emanato dalla Fondazione Magna Carta, un’organizzazione che tra varie altre cosucce promuove “la passione per la libertà, per i diritti individuali e per la democrazia, con la convinzione che, dove c’è spazio per questi principi, meglio si risolvono crisi e conflitti”. Bello, eh? Non fosse che la Fondazione è una creatura del patrono degli atei devoti Marcello Pera, e che a promuovere così nobili principi ci si sono messi personaggi come Alfredo Mantovano e Gustavo Selva – il che dovrebbe già bastare per liquidare il tutto come una barzelletta di cattivo gusto, di quelle che per di più non fanno ridere. Infatti è così poco divertente che molti, a quanto pare, l’hanno presa sul serio: ne ha scritto in profondità e per esteso Miguel Martinez, quindi se vi restano curiosità chiedete pure a lui.
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